Cuba

10 cose bellissime di Cuba

Recentemente sono stata a Cuba, era una meta che volevo spuntare da tempo, una sorta di sogno che si era fatto largo dentro di me a forza di Orishas, articoli di viaggio, case coloniali che spuntavano dal mio Instagram.
Sono stata a Cuba e il tempo è volato. Sono stata a Cuba e ci voglio tornare.
Cuba è una destinazione davvero magica, elegante e alquanto misteriosa sotto molti aspetti, una macchina del tempo che ti catapulta indietro di almeno trent’anni.
Se ne ha la percezione subito, arrivati in aeroporto. Le donne della sicurezza in divisa, minigonna e calze a rete dei più disparati motivi. E subito ti ritrovi negli anni ’80.
Poi quelle chevrolet ad aspettarti fuori e una musica popolare a tutto volume dentro.
Sono stante le cose che mi sono piaciute di Cuba, queste quelle che la mia memoria ricorda, ma di sciuro ne ho lasciata qualcuna per strada.

Il cibo (vedi: le colazioni)
Una delle cose che ho amato di più sono state le mie colazioni nelle case particular. Un buffet di dolce e salato, frutta, uova, formaggi, marmellate e l’immancabile caffè cubano.
Il cibo cubano risente della tradizione spagnola e africana. Hanno questa frutta tropicale che noi ci sognamo, papaia, guava, mango che trasformano in deliziosi succhi.
I piatti tradizionali cubani generalmente sono fatti di fagioli neri, riso e vari stufati di carne. Ma i  deliziosi platani fritti salati (banane) sono i veri protagonisti: ve li serviranno al posto delle classiche patatine da aperitivo, o come condimento dei piatti principali.
Tra i piatti e gli alimenti tipici ci sono anche il picadillo, ropa vieja, riso e fagioli, riso e pollo e mandioca.

Le auto d’epoca
Quella sensazione di congelamento nel tempo che si ha a l’Havana è in parte data dall’abbondanza di auto d’epoca che ancora girano per le strade. Fino all’embargo commerciale del 1960 messo in atto dal presidente Kennedy, Cuba importò migliaia di auto americane. E nel corso degli anni, grazie all’ingegnosità del popolo cubano hanno mantenuto operativi questi vecchi modelli. Ancora fungono da taxi. Salirci sopra è una delle cose più divertenti che ho sperimentato, la vera impresa è riuscire ad aprire la portiera.


Il popolo 
I latini hanno un concetto differente di spazio personale (noi italiani lo sappiamo) e i cubani, come è loro abitudine, lo portano all’estremo. Gli uomini si abbracciano e si salutano con baci sulla guancia, le amiche camminano mano nella mano o ballano la salsa insieme.
Il popolo cubano non ha paura di toccare e avvicinarsi mentre parla, sfiorarti una spalla mentre ti saluta o strusciarsi alla tua schiena mentre cammina per strada.
I cubani riempiono i mezzi pubblici fino alla massima capacità senza che ci sia quel reciproco imbarazzo dovuto al superamento della distanza di sicurezza.
Tutto ciò può essere claustrofobico o piacevolmente caloroso, dipende dai vostri gusti.

Il sole (e il caldo)
Quando sono rientrata a casa dopo il mio primo giorno a l’Havana ero completamente bagnata,  non per la pioggia, non per la doccia, ma per il sudore. I primi giorni sono trascorsi così, a lavare gli abiti fradici tutte le sere e a bere litri d’acqua per reintegrare i liquidi. Il calore cubano mi ha colpita, poi ho cominciato ad abituarmi a quel sole, forte, prepotente.
Il sole cubano è allegria, bambini che gocano in strada, una valigia leggera di pochi vestiti e una vita in infradito.
Ho amato tantissimo il sole cubano.

I temporali
Prima di partire avevo paura degli uragani (era ottobre) o che piovesse initerrottamente per giorni, invece poi ho amato anche la pioggia cubana. Perchè? Perchè è una pioggia torrenziale che dura quei trenta minuti, spazza via le tende e i pensieri, impossibile ripararsi sotto l’ombrello.
I temporali cubani regalano sorrisi, e poi finiti quelli ritorna il sole e forse anche l’arcobaleno.

Digital detox
Cuba è uno di quei paesi in cui veramente manca l’internet. Non hanno i cosidetti dati.
All’atterraggio nel paese devi semplicemente disattivare il roaming (se non vuoi ricevere accrediti salatissimi) e goderti un bel digital detox.
Ciò non significa che non ci sia la possibilità di essere online durante l’intero soggiorno sull’isola, ma è necessario prima andare in una delle aree wi-fi pubbliche e acquistare una carta prepagata di un’ora o cinque. Il servizio non è super veloce, soprattutto se l’area è piena di gente del posto (e molto probabilmente lo sarà) connessa.
La buona notizia è che per noi, che siamo abituati ad avere internet all day long a disposizione, è un buon esercizio.
Se avessi solo due ore di internet al giorno, le useresti per fare cosa?

La salsa? No, la Trova
Uno dei principali rami della tradizione musicale cubana è la Trova. E’ una musica popolare caratterizzata da un’esibizione vocale e poetica in cui il cantante si accompagna con la chitarra.
I cantanti di Trova originali erano un gruppo di musicisti itineranti (i trovadores) del XIX secolo che si guadagnavano da vivere intorno a Santiago de Cuba.
Oltre a ispirare il bolero e contribuire allo sviluppo delle tecniche per suonare la chitarra, le influenze di Trova si possono trovare nella musica pop latino-americana contemporanea.

La sicurezza
Cuba è uno dei posti più sicuri in cui ho viaggiato. Probabilmente più sicura di Viareggio o Londra. Perchè? A Cuba non circolano droghe di nessun tipo ed è illegale avere armi. Niente cocaina, eroina o pistole quindi. E questo, è già una bella fetta di criminalità fatta fuori.
Non sto dicendo che la droga, la prostituzione e la violenza non esistano, ma sicuramente tutto avviene fuori dai circuiti turistici.

Concerti a cielo aperto
Musica, musica, musica, a tutto volume e il perenne ondeggiare dei cubani verso qualsiasi melodia. A Cuba tutto ruota attorno alla musica, la vita ha una colonna sonora, animando i compiti più banali o servendo come scusa per abbandonare tutto e ballare. E soprattutto i cubani comunicano quasi esclusivamente attraverso la salsa.
Se a qualcuno gli stai simpatico, ti chiederà di ballare la salsa.
Se qulcuno ti vuole corteggiare, ti chiederà di ballare la salsa.
Se qualcuno ti vuole rubare il portafoglio, ti chiederà di ballare la salsa.
C’è sembre una salsa da ballare.

Non ci sono le catene di negozi o ristoranti
Ovunque tu vada, sai che qualunque cosa mangerai non sarà prodotta da una grande multinazionale.
Non ci sono McDonalds, Burger King or Starbucks ad ogni angolo, ma ci sono i Paladares (i ristorantini tipici). Tutto ha personalità a Cuba.
E veramente, chi vuole Starbucks quando Cuba si coltiva il miglior caffè?


 

Ci sono anche un paio di cose che di Cuba non mi sono piaciute:

  • gli uomini hanno la tendenza a fischiare-fare versetti alle donne (soprattutto alle turiste) per strada, soprattutto se truccate e vestite poco. Per solo la metà delle cose che mi sono state dette per strada a Cuba qui a Londra chiamerebbero la Corte di Giustizia dell’harassment.
    Niente che non mi abbia già infastidita del sud Italia, Brasile, Marocco, India, certi quartieri londinesi.
    Niente di nuovo, insomma, solo che a Cuba pare sia una cosa abbastanza legittimata.
    La maggioranza delle turiste sopporta con saggezza, ma ho anche visto due ragazze russe mettersi a gridare in strada e diventare rosse e incazzatissime perchè due uomini le stavano rivolgendo la parola.
    Non fate la loro fine vi prego, mettetevi due tappi per le orecchie 🙂
  • la malizia o furberia, in alcuni casi velata, ma credo sia una caratteristica della popolazione quella di non avere molti peli sulla lingua.

 

Ciao, sono una fotografa e web writer e vivo a Londra. Se mi cerchi mi trovi in riva al mare o in libreria.

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