AsiaNepal

24 piccoli particolari che dovete sapere sul Nepal

Famoso per i trekking, i monasteri tibetani, l’Everest, la puja e non solo: ecco una serie di cose che dovete sapere se state per fare un viaggio in Nepal.

– Il segno di assenso (che noi siamo abituati a fare alzando e abbassando il capo) in Nepal si comunica oscillando la testa da un lato all’altro, quello equivale ad un sì.

– In Nepal non si stringe la mano quando ci si incontra, ma si saluta a mani giunte dicendo Namastè (= io saluto il divino dentro di te).

– Al di là delle montagne, vorrete tornarci per quello: per i sorrisi luminosi, l’ospitalità, il loro modo di agire pacifico, per quella calma tollerante del popolo nepalese.

– E per il loro fatalismo intrinseco. Quel concetto di karma profondamente radicato nella cultura nepalese farà sì che vi troviate in situazioni come alzate di spalle, o frasi tipo “affidiamoci al buon karma” anche in situazioni pericolose. Può risultare fastidioso per degli accidentali abituati a credere di avere sempre il controllo, ma anche estremamente affascinante.

– Il Nepal è quello stato in cui le donne vivono in una condizione di svantaggio.
Se in alcune zone dell’estremo ovest vige ancora (sempre meno) il sistema della poliandria, dove la donna si può sposare con due uomini, che spesso sono fratelli. In altre zone, sempre rurali, le donne durante il ciclo mestruale non possono cucinare o entrare in casa (nonostante l’ antica pratica della tradizione induista chiamata Chaupadi, che considera il sangue mestruale impuro, sia stata abolita nel 2005).

– Un mix di religioni ha dato vita ad un meraviglioso mosaico spirituale dove buddismo e induismo convivono senza tensioni o dispute politiche.

– La sola valle di Kathmandu ha in se ben sette siti Patrimoni dell’Umanità UNESCO che sono le tre Durbar Square una a Kathmandu, una nel Patan e l’altra a Bhaktapur, le due Stupa quella di Bodhanath e Swayambhunath, Pashupatinath e Changu Narayan,

– Le manifestazioni di intimità e le effusioni in pubblico tra uomini e donne non sono viste di buon occhio.

– L’elettricità è uno dei problemi più insistenti di Kathmandu.
La corrente scarseggia ed è razionata in tutta la valle con a turno sospensioni di erogazione che possono andare dalle 8 alle 16 ore, o anche di più. C’è un sito che si chiama Yalamandu in cui si può controllare a che ora ci sarà l’elettricità, in tutti i giorni della settimana e in ogni zona della valle.

– La guida è a sinistra, ma a volte anche a destra o in mezzo alla strada. Diciamo che le norme stradali vengono interpretate in maniera libera e seguono anche loro i flussi del karma.

– Se vi è mai capitato di sghignazzare all’immagine di alcuni abitanti di Pechino intenti a camminare indossando la mascherina da infermiere, vi ricrederete. Dopo aver passato qualche ora nel traffico infernale di Kathmandu, la mascherina antismog sarà la prima cosa che vi comprerete.

– Non c’è una rete ferroviaria in Nepal. Ci si sposta unicamente in autobus sovraffollati e molto lenti a causa di strade spesso dissestate.

Lumbini città situata al confine indiano, oggi meta di pellegrinaggi, è la città in cui è nato il Buddha.

 -Il visto nepalese si ottiene direttamente in aeroporto e si può pagare sia in dollari che in euro.

-La cucina nepalese non è molto variegata, il piatto tipico si chiama daal bhaat ed è composto da riso in bianco, una zuppa di lenticchie e verdure (di solito patate) al curry, accompagnato da chapati (pane indiano) o da papad (una sfoglia croccante di farina di lenticchie).

-Scordatevi le bistecche, in Nepal sono per lo più vegetariani per motivi religiosi e le vacche sono animali sacri, la carne più diffusa è quella di bufalo o di capra.

-Una delle cose di Kathmandu che saltano subito all’occhio è la quantità di bambini di strada che vagano chiedendo l’ elemosina, alcuni completamente soli, altri sfruttati dalle stesse famiglie. Un fatto che spesso sfugge è che molti fanno uso di droghe e alcuni si suicidano per la disperazione. La tentazione di dare loro soldi o cibo è forte, ma rappresenta anche un palliativo. Vedete voi come credete sia meglio comportarvi.

-I nepalesi non usano la carta igienica, la maggior parte dei bagni (alla turca e non) non hanno lo sciacquone e sono organizzati con un piccolo rubinetto, un secchio grande e un piccolo secchiello con cui pescare l’acqua da usare come scarico. Per pulirsi usano le mani: la mano sinistra per correttezza, perché la destra la usano per mangiare.
Inutile dire che durante i black-out di elettricità andare in bagno al buio e pulirsi il culo con l’acqua gelata tenendo la torcia nell’altra mano è decisamente un’avventura.

-La momo-mania. Oltre al daal i momo sono il piatto più famoso, questi specie di ravioli di verdure o carne si trovano praticamente ovunque.

-La monarchia in Nepal è stata abolita definitivamente solo nel 2008.

– Forse in pochi sanno che nel 2001 è avvenuto un fatto cruento: l’intera famiglia reale composta da 10 membri è stata massacrata per mano del principe ereditario Dipendra, forse sotto gli effetti dell’alcol o in preda ad una crisi di nervi, che subito dopo si uccise.

-Nonostante sia una nazione relativamente piccola, in Nepal potrete trovare tre distinte fasce climatiche: la fascia nord, quella alla base dell’Everest con inverni molto freddi ed estati fresche, la fascia centrale, quella di Kathmandu e Pokhara con inverni freschi ed estati calde e umide e la fascia a sud, quella del Chitwan con un clima subtropicale ed estati molto calde.

-Ai Nepalesi piace ascoltare musica indiana, specialmente sugli autobus e a tutto volume, anche alle 8 di mattina, quando vorreste solo riempire le orecchie con un pezzo di Chopin.

-Il masala tea (o masala chia in nepali), ovvero il tè speziato con il latte, vi verrà offerto a colazione, pranzo e cena.

About Author

lovetheshoot

2 Comments

  1. la storia della carta igienica mi turba non poco, sai?
    comunque ti devo ringraziare perché finalmente leggo qualcosa di diverso su questa terra. I tuoi occhi attenti e il tuo modo di vivere un luogo non si smentiscono 🙂

    • Ti dirò, anche a me. Sicuramente è più ecologico, ma sull’igiene e la comodità ho dei dubbi…
      Viaggiando si impara sicuramente a usarne meno (Io comunque avevo sempre un rotolo nello zaino 😛 )

Leave a Reply