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4 cose da non fare a Viareggio + 1 da fare sempre

A Viareggio, oppure come l’ ho ribattezzata in un lampo di generosità (ho detto vabbè concediamoglielo) con la mia terra natale  Rio de Viarejo (ma magari) per via del mare e del carnevale. A Viareggio, dicevo, ci sono tante cose da fare.
Io che sono espertissima di questa zona -ovvero non ci bazzico mai, ma ci sono nata- ve ne segnalo alcune che possono esservi utili se doveste trovarvi in Toscana di passaggio o in vacanza.

Dimenticarsi le infradito

Mai, mai, mai andare a Viareggio e dimenticarsi le infradito!
Sarebbe una mancanza troppo grave, come non mettersi la pelliccia a Cortina d’ Ampezzo o la crema solare protezione 80 in Sud Africa. Le infradito sono uno status symbol della ridente cittadina toscana. Quando ti avvicini, ancora prima di ascoltare le canzoni del carnevale o un delafia urlato a mezz’aria si sente il flip-flop delle infradito che sbattono sui talloni.
Ci vai al mare, esci dal mare e ci vai a fare l’aperitivo, ci vai a fare la spesa o dal dottore, alle poste, (al lavoro?).
Credo che anche in alcune giornate invernali, di quelle calde e generose, ci sia qualcuno che non rinunci ad infilare le infradito per affacciarsi fuori di casa.

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Terminare le parole

E’ l’aria di mare, il salmastro, la vita che va a rilento, il sole che cuoce i pensieri e rilassa la mente. A Viareggio si respira un po’ quella pigrizia tipica dei posti di mare. E aggiungo: tipica dei posti di mare italiani.
Camminare lentamente, strusciare le ciabatte sul marciapiede e fermarsi a riflettere guardando il mare.
Credo che sia una conseguenza di questa pigrizia il motivo per cui a Viareggio si spezzano le parole. Cioè, non si finiscono le frasi. Come? Di seguito degli esempi:

Andiamo a mangiare? : si va a mangià?
•Tua madre come sta? : come sta tù mà?
•Non è: un è
•Tieni : tò
•Fuori: fòri
•Buca: bua

Esiste anche un vocabolario se vi interessa.

Pagare per andare al mare

Viareggio è tappezzata di stabilimenti balneari come gran parte della Versilia, alcuni dicono che alla vista quelle file di ombrelloni siano eleganti, ordinate.
Gli stabilimenti offrono molti servizi che altrimenti non trovate, come bar, docce calde, cabine ripostiglio, ombrelloni attrezzati, un bagnino, spesso area gioco per bambini e zone relax.
Io sono fan della spiaggia libera. Mi piacciono le due parole messe insieme: spiaggia + libera.
Il mare è di tutti, trovo assurdo dover pagare per entrare in un pezzo di spiaggia privatizzata, resa affollata e snaturalizzata.
Se andate a Viareggio, in fondo alla Darsena c’è una vasta spiaggia libera chiamata Lecciona. E’ gratis, nessuno vi rompe le scatole e alle vostre spalle invece degli edifici avete le montagne. Volete mettere?
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Prendere la macchina

Le distanze a Viareggio sono brevissime, solo pochi chilometri dividono una parte all’altra della città.
Fate conto che dal Molo di Viareggio percorrendo la passeggiata fino alla fine di Città Giardino, là dove inizia Lido di Camaiore a piedi sono solo 3,5 km. Stessa cosa in profondità, dal mare verso il centro. Eppure Viareggio è piena di macchine che intasano le strade.
Sconsiglio di prendere la macchina, motivo numero 1, perché i parcheggi sono tutti a pagamento. Motivo 2, anche se voleste pagare, un posto non si trova facilmente dato l’abuso di macchine e vi ritrovate a girare e girare a vuoto riempiendo l’aria di bestemmie.

 

Invece..

Cose da fare sempre: alzare gli occhi al cielo

Ci sono posti in cui il cielo è una finestra di nuvole grigie che non si vogliono staccare tra loro, vedi Londra ahimè, affascinante a volte, altre volte oppressiva.
Il cielo a Viareggio invece è sempre bello, se siete fortunati incontrate qualcosa che lo attraversa, che sia un aquilone, l’ arcobaleno dopo un acquazzone estivo, dei gabbiani, oppure anche solo un tappeto blu che va a braccetto col mare.
Per questo andare a Viareggio e non alzare gli occhi al cielo è grande peccato.

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