Travel Tips

Alcune idee su come lavorare viaggiando

Come si fa a vivere per tutti quei mesi all’estero “senza lavorare” ?
Domanda che mi hanno fatto di recente e che in passato a mia volta ho fatto a molte persone. Poi ho capito che il termine senza lavorare non è proprio esatto e che per togliere quel senza basta cambiare prospettiva.
Anzitutto credo che la parola “lavoro” ormai abbia cambiato i connotati, soprattutto logistici.
Oggi per lavoro non si intende più solamente quello che fai sedendoti tutti i giorni alla solita scrivania al solito orario e accanto alle solite persone, ma può essere qualcosa di mutevole, nomade e di gestibile in autonomia. Cosa che vale soprattutto per i freelancer, i creativi o tutti quelli che offrono servizi di marketing e comunicazione. E non solo.

I cosiddetti nomadi digitali sono quelli che con un computer, un tablet e una connessione possono lavorare da qualsiasi parte del mondo. Trasformando il mondo nel loro ufficio a cielo aperto.
Beati loro!
Personalmente ammiro molto chi riesce a farlo e stimo tantissimo che ha avuto la capacità e il coraggio di rivoluzionare la propria vita in funzione di un bisogno d’ avventura.
Poi ci sono questi eroi di Familiesontheroad.com che viaggiano perennemente on the road con le loro famiglie.
Ovviamente non si lavora per arricchirsi, ma per mantenersi viaggiando.

L’ideale è partire con un po’ di soldi da parte che ti parino il fondoschiena se qualcosa va storto e una buona dose di adattabilità e di inventiva.
Prima di tutto un buon modo per risparmiare è lavorare in cambio di alloggio e/o vitto, soprattutto se siamo intenzionati a sostare in un luogo per un periodo lungo.
A riguardo c’è un sito che si chiama Workaway.info e mette in comunicazione i potenziali host con i viaggiatori di tutto il mondo.
Il sito ti permette di registrarti sia come volontario e avere la possibilità di cercare tra gli annunci degli host, inserendo la destinazione scelta o come possibile host. Ce ne sono di tutti i tipi, dagli ostelli che offrono un letto in cambio di un paio d’ore di lavoro al giorno, alle fattorie bisognose di braccianti, dalle famiglie in cerca di insegnanti di lingua per i figli, alle organizzazioni di volontariato.
L’unico inconveniente è che si pagano 23 euro per una registrazione biannuale, ma credo ne valgano la pena essendo un ottimo modo per integrarsi con la cultura locale e risparmiare i soldi del classico albergo.
Poi c’è l’ormai conosciutissimo Couchsurfing.orgma va bene solo per weekend o soggiorni brevi, difficilmente si trova ospitalità per settimane intere.
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Se fate i freelance allora siete fortunati (si fa per dire) vi bastano (si fa per dire) un wifi (ecco un link con alcune idee su come trovare la connessione internet quando viaggiate) e un laptop per connettervi con il mondo del lavoro globale.
Alcuni siti su cui cercare o offrire servizi in remoto:

Twago.it
Elance.com
Freelancer.com
Peopleperhour.com
Starbytes.it
Odesk.com

Se poi vi piace l’idea di condividere una postazione di lavoro insieme ad altri lavoratori autonomi come voi ecco un modo per trovare spazi di coworking in giro per il mondo.

Un’altra possibilità di lavorare viaggiando è quella di dare lezioni di lingua online, su skype per esempio o usando google hangout.
Altra possibilità (questo solo in caso che la vostra permanenza in un luogo si prolunghi e abbiate l’ occasione di conoscerlo a fondo) è fare la guida turistica e organizzare dei tour privati, oppure mettersi d’accordo con dei tour operator locali e associazioni che operano nel turismo.
Io l’ho fatto in Brasile durante i Mondiali.
Un sito per proporre i vostri tour è questo Excursiopedia.com

Sennò vi fate assumere dal baretto sulla spiaggia a preparare delle granite 🙂

Quello che ho imparato anche conoscendo persone diverse è che se ti interessa viaggiare, quella diventa la priorità.
Abbandonare per un po’ le sigle del io sfaccio questoio sono laureato in questo e quello, lasciarsi alle spalle le etichette e le definizioni, i master e le specializzazioni e puntare di più sulle esperienze.

 

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