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Caffè Vergnano Cold Brew, un sorso di freschezza arabica

Si chiama Cold Brew e non è la classica bottiglietta di una bibita analcolica, ma caffè rigorosamente freddo.
Un drink che unisce il gusto dell’espresso alla sensazione di bevanda fresca e dissetante tanto amata e particolarmente richiesta in questi caldi e afosi mesi estivi, per la gioia vera degli amanti del caffè.
Un metodo, quello del Cold Brew, che rappresenta l’elaborazione del classico Cold Drip, riconosciuto come modo corretto per preparare il caffè freddo.

 

Questo è un processo di estrazione del caffè a freddo caratterizzato da determinati step e tempi: proprio per poter ottenere tutto il gusto dei preziosi chicchi, il metodo Cold Drip richiede dei tempi di infusione molto lunghi, di almeno 7/8 ore.

Come avviene l’infusione?

Una goccia alla volta. Ogni dieci secondi sono solo otto le gocce di acqua che cadono sul caffè, se ne impregnano del gusto e del sapore e colano poi nel contenitore che raccoglie il prodotto finale.
E il Cold Brew? In questo caso la macerazione del caffè vede l’aggiunta del ghiaccio all’ingrediente dell’acqua.
Il risultato è quindi una bevanda fresca, completa delle sostanze benefiche del caffè e dell’aroma che tanti proseliti crea in tutto il mondo. Non solo, questo metodo di estrazione riduce di molto l’acidità della bevanda, essendo questa una reazione chimica legata alle alte temperature dell’acqua.

Qual è la ricetta per un buon Cold Brew?

Come ben insegna Caffè Vergnano, un buon Cold Brew è fatto in primis dai tempi di macerazione del caffè.
L’azienda torinese produttrice di caffè si attiene a dei tempi di infusione che vanno da un minimo di venti a un massimo di ventiquattro ore.
Più si dilatano i tempi, infatti, più l’acqua defluisce lentamente, diminuendo il numero di gocce fatte cadere ogni dieci secondi. L’acqua, poi, può essere pura oppure filtrata con ghiaccio.
Inoltre, va considerata la miscela del caffè: non tutti i tipi di miscele sono infatti adatte per questo tipo di infusione, sono selezionate solo determinate qualità di caffè.
Sono da preferire caffè di tipo aromatico e floreale, come quelli provenienti dall’Africa o dal Sudamerica: esattamente le miscele utilizzate da Caffè Vergnano per creare il suo Cold Brew.
Acqua e caffè (niente zucchero) sono gli unici ingredienti usati per creare una bevanda gustosa che rende il suo massimo sapore se gustata ghiacciata o utilizzata in ricette che ne possano esaltare ancora di più il sapore.

Un po’ di storia: com’è nato il Cold Brew?

Si potrebbe dire che è stato l’amore a portare alla nascita del metodo Cold Brew.
Credenza comune vuole che a trovare questo processo di estrazione fu infatti un chimico, Todd Simpson, che assaggiò il caffè filtrato durante un viaggio in Guatemala e decise di riprodurlo una volta tornato a casa.
In particolare fece quest’azione per due motivi: da una parte perché la bevanda gli piacque notevolmente, dall’altra perché uno dei suoi scopi fu quello di trovare ulteriori modi di preparazione del caffè che non lo rendessero eccessivamente acido (la moglie, particolarmente amante della bevanda, aveva una grave intolleranza all’acidità del caffè).
Testimonianze simili si ritrovano nel resto del mondo, in particolare tra francesi, scozzesi e militari americani che ottenevano il caffè freddo da processi di infusione a freddo.
Per quanto comunque il processo non potesse vantare il pregio dell’originalità e dell’innovazione, di certo a Todd Simpson si deve la creazione dello strumento solitamente utilizzato per il metodo Cold Brew, che porta infatti il nome di Toddy proprio in suo onore.

Per saperne di più sul Cold Brew e per trovare le ricette visita https://www.caffevergnano.com/cold-brew/.

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Ciao, sono una fotografa e web writer e vivo a Londra. Se mi cerchi mi trovi in riva al mare o in libreria.

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1 Comment

  • Reply
    MARCO
    luglio 8, 2018 at 3:57 pm

    Complimenti! Non ho mai letto un post così interessante!

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