Belgio

Choco Story di Bruges: un goloso viaggio nel tempo

Io sono un grande amante degli animali.
Adoro i cani, mi piacciono i gatti e sogno un giorno di vivere in campagna circondato da conigli, galline, polli e quant’altro. Tuttavia, se mi si chiede quale è a mio avviso il vero migliore amico dell’uomo, la risposta è una: il cioccolato.
Non me ne voglia il mio dolce e fedele coinquilino George, cane bastardino di media taglia che vive con me da circa due anni, ma il conforto che riesce a darmi l’ “oro nero” dal sapore zuccherino è davvero ineguagliabile.
Siete stressati dal lavoro e dagli impegni familiari? Siete stati lasciati dal vostro partner? Affondate le vostre preoccupazioni in un delizioso barattolo di nutella, credetemi trarrete vantaggi non indifferenti!
Effettivamente mangiare cioccolato è uno dei metodi più efficaci che conosco per lasciarsi alle spalle qualunque problema. Ad ogni modo, è stata la mia passione sviscerata per il cioccolato a spingermi a compiere un viaggio nella graziosa cittadina di Bruges. Insomma, quando ho scoperto che nella città belga era presente un museo interamente dedicato alla storia del cioccolato, ho finalmente accettato le preghiere di mia sorella Carla, la quale tentava di convincermi a farle una visita nella città delle Fiandre.
Lei si trovava lì grazie ad un progetto universitario interculturale, ed ormai da svariati mesi non faceva altro che ripetermi quanto fosse fantastica Bruges. In verità non ho mai avuto dubbi in merito, e dopo esserci stato non posso far altro che ringraziare infinitamente la mia sorellina per avermi messo alle strette. Che dire, bella davvero: con il suo tradizionale Grote Markt, (la piazza del mercato fulcro dell’economia cittadina in epoca medievale) e lo stupendo castello Burg, che domina l’omonima piazza; non mi stupisce affatto la sua presenza nella classifica delle citta europee più belle da visitare.

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Ma è stato proprio il Choco Story, museo storico del cioccolato, che mi ha letteralmente stregato. L’ingresso potrebbe sembrare poco economico, ma personalmente credo che il museo valga ben oltre gli 8 € del biglietto. Il percorso storico parte dalla scoperta delle fave di cacao e delle prime applicazioni, continua poi con il periodo dell’importazione in Europa per merito di Hernàn Cortés (sia lodato e glorificato nei secoli dei secoli) e procede attraverso le epoche fino ai nostri giorni.
Il livello intrattenitivo della visita è davvero notevole, le vicende narrate vengono presentate in maniera eccellente e il tutto è condito con interessantissime curiosità ed aneddoti esilaranti.
Vengono esaltate le proprietà mistiche della divina bevanda a base di cacao, già preparata dai Maya e gli Aztechi, successivamente diffusa in Europa dai conquistadores. Viene in seguito mostrato il processo di produzione del cioccolato dagli ideatori del museo, nonché proprietari della fabbrica Belcolade.
I due organizzano inoltre dimostrazioni e workshop, alle quali non ho potuto ahimè partecipare: davvero un ottimo pretesto per ritornare nella meravigliosa città di Bruges.

choco eggScultura nel museo

 

 

  • foto3Vincenzo Nicastro
    Sono un ottimista per natura, un tipo che tende a circondarsi di gente allegra.
    Amo i film di fantascienza come Blade Runner e Star Wars, capolavori che continuo guardare in cerca di nuovi dettagli. Adoro trascorrere le domeniche pomeriggio guidando senza una meta per le campagne, per il gusto di ammirare gli splendidi paesaggi della mia terra.
    La musica è la mia più grande passione, il mezzo per esprimere il mio essere.
    Vivere per la musica ed in funzione di essa mi permette di visitare luoghi stupendi, tra mete live in giro per la Sicilia e concerti dei musicisti che preferisco. Ma grazie alla musica riesco anche a viaggiare con l’immaginazione verso luoghi lontani, un pò come il pianista Novecento descritto da Baricco.

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