Regno Unito

Come Londra ha cambiato le mie abitudini alimentari – in 5 alimenti

La domanda del wannabe expat: ma come si mangerà in Inghilterra?
La risposta è: in generale, si mangia male.
Se da una parte quando ci troviamo di fronte ad un clichè, facciamo di tutto per lasciare una porticina aperta,  quella del sono di mente elastica e voglio saperne di più. Quella del io vado oltre i pregiudizi e posso dire che non è così. Dall’altra, purtroppo, c’è da dire che spesso i clichè sono veri.
Basta andare nei supermercati o farsi un giro tra gli uffici durante  l’ora di pranzo.
Ma andiamo per ordine. Che si mangia a Londra per colazione, pranzo e cena?

Ho letto che una ricerca del Dipartimento per l’ambiente, l’alimentazione e gli affari rurali ha pubblicato i dati di 150.000 famiglie che hanno preso parte al sondaggio sulle loro abitudini alimentari. Cosa ci  ha detto questa ricerca sul tavolo da pranzo britannico: patatine, frutta fresca. Molto pane bianco e pizza, legumi e carne in scatola.

Se pensate che mi sia bevuta 8 tazze di tè al giorno in nome dell’integrazione, vi state sbagliando.
Però è vero che le abitudini alimentari cambiano quando si vive in un paese diverso, è anche bello sperimentare. E poi, inevitabilmente i prodotti che trovi al supermercato sono diversi. Ci ho messo settimane ad abituarmi oltre che alla lingua a capire proprio di che prodotti si trattava.

Qui, per esempio, puoi volteggiare tra scaffali di biscotti al burro e insaccati di dubbia provenieneza o bottiglie d’olio che sembrano state imbottigliate da un benzinaio di Brixton.

La nota positiva, che è forse la cosa che amo di più dei supermercati britannici, sono quei reparti in cui puoi trovare il world food, cioè gli alimenti internazionali, prodotti tipici provenienti da tutto il mondo: cinesi, giapponesi, est europei, messicani. Di tutto.

A me piace speriementare e quindi mi sono fatta possedere da queste strane abitudini alimentari. (che devo dire hanno contribuito ad un sostanziale aumento della buccia d’arancia localizzata, proprio lì dove la amo tantissimo e cioè a metà tra culo e coscia, che insieme alla pelle bianca fosforescente vi assicuro è una roba super fascinosa)

Ma veniamo al cibo che ho iniziato a mangiare:

Cheddar

Indovinello: se lo prendi e lo butti contro un muro non si rompe, ma se lo metti in microonde per 30 minuti si scioglie. Che formaggio è? Il cheddar.
Prima di venire a Londra non l’avevo mai neanche sentito nominare, perchè oltre al pecorino, allo stracchino, alla mozzarella e alla ricotta che altro potresti desiderare? Invece se entri in un supermeracto in Inghilterra il cheddar padroneggia quasi un intero scaffale. Ne hanno di tutti i tipi e lo infilano dappertutto.
Io l’ho mangiato un giorno sì e l’altro sì (vedi cellulite, nel paragrafo sopra). Come si usa? Non l’ho ancora capito, ma la mia ricetta perfetta è metterlo nel sandwich e tostarlo.
Un bel giallone filante che le sottilette se lo sognano.

Il burro salato

Il burro: l’apoteosi della salute. E qui devo ammettere, durante i primi mesi ho storto il naso di fronte all’esistenza di un burro che fosse salato. Una volta assaggiato però ho ceduto alla goduria del palato.
Che intendiamoci, è un piacere strano, da burro salato addicted come nella storia banale di ogni povero expat. Come si usa? Non l’ho ancora capito, io lo metto nel famoso sandwich al formaggio filante (vedi cellulite, nel paragrafo sopra).


I chorizo

Altro non è che un salame piccante, qui va molto di moda. Da pronunciare la –zo finale con la lingua in mezzo ai denti e una sputacchiata da vero spagnolo.
E’ buono ragazzi, c’è poco da dire e si infila dappertutto, soprattutto nella pasta, nell’insalata, nei fagioli. Se lo volete a coloazione perchè no, chorizo breakfast!

I noodles

Anche questi in Italia si vedono poco, che poi sarebbero i nonni della pasta.  Perchè la psta è nata in Asia. Qui vanno di moda quelli nel barattolino già pronti da ascaldare al microonde. Credo siano transgenici-creati in laboratori alieni e che se mangiati ripetutamente facciano venire la pelle blu.
A me piacciono quelli sottili come il filo interdentale, che se li metti nell’acqua dopo due minuti sono scotti e ci fai il puree.

Le patatine

No, non quelle fritte. Quelle nel sacchetto.
In Italia se dici patatine in busta pensi a quella manciata da mangiare durante l’aperitivo, oppure ai compleanni, feste, cene con amici. Le patatine in generale non le mangiamo tutti i giorni. Sono una cosa speciale.
Qui hanno la cultura della patatina a pranzo e cena. Addirittura ho visto gente in metro sgranocchiarle alle 9 di mattina.
Se vai nelle catene tipo Pret o Boots hanno i pacchettini di patatine da comprare insieme al pranzo.
E non avrai inziato a mangiarle anche tu? Oh si! (vedi cellulite, nel paragrafo sopra).

Ciao, sono una fotografa e web writer e vivo a Londra. Se mi cerchi mi trovi in riva al mare o in libreria.

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2 Comments

  • Reply
    Giordana Querceto
    maggio 15, 2018 at 8:24 pm

    Chiara se non lo hai ancora provato ti invito a provare il chorizo di Pamplona! Urca se é buono!

    • Reply
      Chiara Cerri
      maggio 17, 2018 at 10:46 am

      Non l’ho ancora provato, farò un giro a Pamplona. Bello il tuo blog:)

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