Ecco perché dovreste viaggiare con i vostri figli (specialmente in Asia)

Photo by Steven Coffey on Unsplash

Un giorno stavo pranzando al Lotus cafe, un delizioso locale che si affaccia lungo le rive del Gange a Rishikesh, è un posto frequentato perlopiù  da occidentali che serve piatti etnici in versione hipster, un posto che se passate da quelle parti, vi consiglio di provare per la sua atmosfera rilassata e la vista impareggiabile.
Quel giorno, dicevo, avevo come vicini di tavolo una coppia di francesi insieme al loro bambino di qualche anno, ricordo che cominciai ad osservarli perché rimasi stupefatta dal modo in cui quel bambino inzuppava le manine nel suo piatto di pollo al curry, che doveva essere, a giudicare dai colori: piccante e speziato. Dal bambino non usciva una lagna e non un aiuto da parte dei genitori. Il bambino si avventurava in quel piatto esotico con le sue uniche  possibilità.
Ero stupita perché di bambini così piccoli in giro per l’India ne avevo visti pochi, e ad un certo punto lo ho visto camminare per il locale scalzo, facendo amicizia con le persone degli altri tavoli, compresa la sottoscritta, sempre sotto lo sguardo dei genitori, che non lo pedinavano, ma se ne stavano al loro tavolo con nonchalance, mentre il figlio andava alla scoperta del mondo, con piedi neri e la curiosità scolpita sul viso.

La scena mi ha ricordato tutte le volte in cui ho sentito dire a qualcuno che con i figli non si può viaggiare, oppure che i bambini hanno bisogno di abitudini e sicurezza, che una volta che fai figli devi mollare l’avventura e metterti a frequentare villaggi turistici all inclusive e resort con baby sitter. Direi che dipende tutto da che tipo di insegnamenti e valori vuoi dare ai tuoi figli. Da che tipo di esseri umani li vuoi aiutare a diventare.

Quella era sicuramente una coppia un po’ hippy, ma volendo si può essere anche un po’ hippy tra le mura di casa, pur conservando gli stessi valori e quella stessa attitudine alla scoperta e alla flessibilità che il viaggio si porta dietro. E’ appurato che per sviluppare una certa intelligenza emotiva i bambini debbano stare meno possibile davanti agli schermi dei vari computer e tablet, e al contrario vadano agevolate tutte quelle situazioni che prevedono un incontro esperienziale, una scoperta, un atto pratico.

Dovreste viaggiare con i vostri bambini per renderli degli osservatori del mondo, mostrare loro che esiste molto altro rispetto alle quattro mura dove vivono, con altre usanze, altri modi di vivere. Viaggiare è un po’ come portare un bambino in una libreria, nel reparto favole e racconti e lasciarlo libero di vagare tra gli scaffali, scegliere il libro che più attrae la sua immaginazione. Non quello che deve leggere, ma quello che lui vuole leggere.

Il viaggio, inoltre, ci rende persone adattabili, flessibili, e questo avviene attraverso il passaggio per la scomodità. Dovreste viaggiare per rendere la vita un po’ scomoda ai vostri figli. Potrebbe essere che non ci sia la bevanda che tanto gli piace. Potrebbero esserci zanzare che gli ronzano nell’orecchio per tutta la notte, oppure nessun cerotto per il taglietto che ha sui piedi, e che l’aereo sia in ritardo o cancellato e ci sia da accamparsi in aeroporto. Tutte queste cose non sono la fine del mondo, sono solo momenti che passano.
Le sfide del viaggio consentono ai bambini di risolvere i problemi da soli, praticare la pazienza, e probabilmente imparare a percepire che cos’è la gratitudine, che nella cultura occidentale è difficile da coltivare.

Dovreste viaggiare con i vostri figli per fagli mangiare cose strane, sapori diversi. Ho l’ansia quando vedo i genitori rifilare ai bambini la stessa pastina in bianco ogni giorno, oppure quando vedo fare le bizze perché il cibo non è abbastanza caldo, freddo, molle, duro o qualsiasi altra cosa.
Non c’è niente come il senso di fame in una terra straniera per farci apprezzare ciò che abbiamo davanti a noi, e il cibo è uno dei modi più interessanti e accessibili per conoscere una cultura dall’interno.

Che dire poi dell’esporre il loro cervello ad ascoltare diverse lingue fin da subito? Dovreste viaggiare con i vostri figli per renderli curiosi e pensatori, esporli alle alterità, alle differenze di genere e sesso, per stimolare domande, pensieri, riflessioni.

Non ha senso che i bambini vivano solo nel mondo delle fiabe, il mondo reale è la fiaba più bella che possiamo offrirgli.

Potrebbero vedere con i loro occhi che esistono altri bambini in Nepal o Tibet che divenano monaci fin da piccoli, e potrebbero adirittura giocare con loro, potrebbero vedere come vivono i bambini di una favela di Rio. Il viaggio è una conoscenza, che spesso supera qualsiasi insegnamento scolastico.

Mentre ci facciamo strada attraverso territori sconosciuti, sia fisici che psicologici, il viaggio lentamente costruisce in noi una sicurezza.

 

Chiara Cerri

Sono una fotografa e web writer e vivo a Londra. Se mi cerchi mi trovi in riva al mare o in libreria.

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