Film anti razzismo da vedere in questo periodo

Film anti razzismo da vedere in questo periodo. Una selezione di dieci film anti razzismo da vedere in questi giorni. La morte di George Floyd ha sconvolto tutti noi,  il fatto di cronaca avvenuto il 25 maggio 2020, nella città di Minneapolis, in Minnesota. Quel giorno George Floyd è morto senza pietà strozzato dal ginocchio di un poliziotto che gli premeva sul collo.
L’episodio accaduto a Floyd non è il primo caso di questo tipo in USA e ha provocato un’ondata di indignazione mondiale, tra violente proteste nelle più importanti città americane ad una rete fitta di dissensi manifestati soprattutto sui social media.

Tra questi movimenti si contano il #BlackLivesMatter e l’ultimo quello del 2 giugno, il Blackout Tuesday, una iniziativa di Jamila Thomas, dirigente dell’etichetta discografica Atlantic Records, dove moltissime persone hanno postato su Instagram delle foto interamente nere con l’hashtag #blackouttuesday per manifestare il loro dissenso nei confronti del razzismo e degli abusi della polizia statunitense sugli afroamericani, e per amplificare le loro voci.

Il razzismo è un sistema complesso di articolazioni sociali e politiche, questo problema è talmente integrato nelle nostre istituzioni che spesso ci dimentichiamo quanto sia ancora attuale, anche ora – nel 2020. Il razzismo può essere esplicitato, nascosto e spesso è inconsapevole.

In ogni caso, esiste. Questo è il momento giusto per prenderci del tempo  per istruirci, guardando per esempio dei documentari o leggendo storie di integrazione.
Prendiamoci del tempo per pensare: che differenza posso fare oggi?
Ho raccolto 10 film e  documentari da guardare per imparare come allearci alla comunità nera, perchè il silenzio è una forma di violenza, anche questa è nostra responsabilità.

Film sul razzismo da vedere in questi giorni

Film

1 – Mudbound

Il drama movie Mudbound si ispira al romanzo di Hillary Jordan, ambientato nell’America degli anni ’40 e ’50, la pellicola racconta la vita di due famiglie del Mississippi, diverse per il colore della pelle, ma uguali perché legati dallo stesso destino: il lavoro della terra e la chiamata alle armi contro un nemico comune.

Questo è un film su come le cose cambiano – lentamente, in modo non uniforme, doloroso. Ma come suggerisce il titolo, è anche una storia che parla di come le cose non cambiano, per colpa del costume e del pregiudizio. Ambientato principalmente nel delta del Mississippi negli anni subito dopo la seconda guerra mondiale, quando le leggi Jim Crow erano ancora messe in pratica. Il film mette alla prova e complica l’affermazione di William Faulkner “il passato non è morto e sepolto. In realtà non è neppure passato”.


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2 – Un maggiordomo alla Casa Bianca

Il film racconta la storia di un maggiordomo della Casa Bianca che ha servito otto presidenti americani per tre decenni. Il film ripercorre i drammatici cambiamenti che hanno investito la società americana in questo periodo, dal movimento per i diritti civili in Vietnam e oltre, e racconta come questi cambiamenti hanno influenzato la vita e la famiglia di quest’uomo.
Mostra il dietro le quinte dei corridoi del potere, con una visione intima sull’impatto che il processo decisionale politico ha sulla vita della gente comune come il protagonista.

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3 – The help

The Help vede Emma Stone nei panni di Skeeter, Viola Davis nei panni di Aibileen e Octavia Spencer nei panni di Minny. Tre donne molto diverse tra loro che costruiscono un’improbabile amicizia attorno al progetto della scrittura segreta di un libro. Il loro progetto giornalistico infrange le regole della società e le mette tutte a rischio, ma ha il nobile obbiettivo di dimostrare che il razzismo non significa solo negare l’educazione e il diritto di voto, ma va molto oltre.
Dalla loro improbabile alleanza emerge una straordinaria sorellanza, infondendo a tutte loro il coraggio di trascendere le linee che le definiscono e la consapevolezza che a volte quelle linee sono fatte per essere incrociate.
Nella sua prima grande produzione in studio, The Help, la scrittrice e regista Tate Taylor entra in un campo minato di trappole esplosive sociologiche, storiche e artistiche. L’ambientazione è nel 1963 a Jackson, nel Mississippi, dove all’alba del movimento per i diritti civili le tensioni razziali tra cameriere afroamericane e i loro datori di lavoro bianchi sono ormai palpabili.

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4 – Selma

Selma è la storia di un movimento. Il film racconta il tumultuoso periodo di tre mesi nel 1965, quando il Martin Luther King condusse una pericolosa campagna per garantire pari diritti di voto. La marcia epica tra Selma e Montgomery culminò con la firma da parte del presidente Johnson del Voting Rights Act del 1965, una delle vittorie più significative per il movimento per i diritti civili. Il regista Ava DuVernays racconta la vera storia di un cambiamento che ha mutato per sempre la storia e in un certo senso, annuncia anche la premonizione del cupo desino che ha sacrificato Martin Luter King.

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5 – 12 anni schiavo

Tratto dall’omonima autobiografia di Solomon Northup, del 1853, il film ha vinto il Premio Oscar come miglior film nel 2014. Non solo, la pellicola ha portato a casa la statuetta anche come miglior attrice non protagonista e migliore sceneggiatura non originale.

Negli anni che hanno preceduto la guerra civile americana, Solomon Northup, un nero nato libero nel nord dello stato di New York, viene rapito e venduto come schiavo. Misurandosi tutti i giorni con la più feroce crudeltà, impersonificata dal perfido mercante di schiavi interpretato da Michael Fassbender, ma anche con gesti di inaspettata gentilezza, Solomon si sforza di sopravvivere senza perdere la sua dignità. Nel dodicesimo anno della sua odissea, l’incontro con un abolizionista canadese cambierà per sempre la sua vita.

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6 – Race il colore della vittoria

A 35 anni dalla sua morte, il film racconta la vera storia di Jesse Owens, l’atleta vincitore di quattro medaglie d’oro alle Olimpiadi di Berlino del 1936 attraverso la voce di sua figlia Marlene.
La pellicola si ripromette di smentire alcune falsità sulla vita del campione come, ad esempio, di quando il Führer non volle stringergli la mano. Ambientato tra Berlino e Montreal, Race rivela al mondo la voce di Jesse, non ascoltato in vita, su come a evitarlo non fu il cancelliere tedesco quanto l’allora presidente americano Franklin Delano Roosevelt, che non lo ricevette mai alla Casa Bianca, timoroso della reazione che avrebbero avuto gli Stati del Sud in piena campagna elettorale.
Jesse Owens, nato e cresciuto nell’America della grande depressione, permeata dal razzismo leggenda con quattro medaglie d’oro che azzerarono la fama del beniamino di Adolf Hitler, l’atleta tedesco Luz Long, e che sconvolsero l’opinione pubblica, annebbiata dal mito della supremazia della razza ariana.

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Documentari

7 – XIII Emendamento

La storia tratta del sistema giudiziario e penitenziario e di come, secondo DuVernay, sia stato usato come strumento di oppressione contro i neri d’America. Il film inizia osservando che il 13° emendamento alla Costituzione, che ha eliminato la schiavitù negli Stati Uniti, conteneva un’eccezione: “se non come punizione di un reato” per reiterare la schiavitù nel Sud, attraverso incarcerazioni di massa per reati minori (come il vagabondaggio).
Il film traccia quindi l’uso del sistema legale per perpetuare la schiavitù. La condizione di inferiorità sociale che le comunità afroamericane e latine hanno dovuto sopportare è perdurata ben oltre il 1865, questo documentario andrà proprio ad analizzare come e perché tutto ciò sia accaduto, ed accade tutt’ora
Il film, poi, denuncia il sistema delle prigioni americane come se fosse una rete a scopo di lucro che fa milioni di soldi mantenendo le persone in prigione, e osserva anche come i prigionieri continuino il lavoro di schiavitù in un modo molto simile a quello che accadeva nel XIX secolo.

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8 – Just Mercy

Racconta la vera storia dell’avvocato e attivista per la giustizia sociale Bryan Stevenson (interpretato da Michael B Jordan), Just Mercy è uno sguardo straziante sulla sovrabbondanza di uomini neri nel braccio della morte.
Bryan Stevenson , condannato a morte nonostante nessuna prova o semplicemente perché “sembrava colpevole”, questo film ti farà capire come, per molti, essere neri può bastare per essere un crimine per cui morire.

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9 – The Death and Life of Marsha P Johnson

Marsha P. Johnson era un’attivista americana per la liberazione gay e si identificava come “travestito e drag queen”.  Fu anche un protagonista chiave nella rivolta di Stonewall del 1969. Sebbene la sua morte prematura sia stata inizialmente dichiarata suicida, questo documentario vede l’attivista Victoria Cruz cercare di trovare giustizia per la sua amica.

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10 – When They See Us

Un altro documentario importante di Ava DuVernay, questa miniserie racconta di un famoso caso avvenuto a Central Park – cinque giovani neri accusati falsamente e perseguiti per aggressione sessuale di una donna bianca che faceva jogging.
Senza prove o DNA, il gruppo ha scontato pene che vanno dai sei ai 13 anni di prigione per crimini che non hanno commesso; un’altra storia dannosa di razzismo sistemico nel sistema giudiziario americano.

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Chiara Cerri

Sono una fotografa e web writer e vivo a Londra. Se mi cerchi mi trovi in riva al mare o in libreria.

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