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Guida ecologica per ragazze pigre

I media dicono che il 97% degli scienziati sono d’accordo sul fatto che il riscaldamento globale è causato dall’uomo.
Alcuni dei più grandi ricercatori accademici americani hanno condotto prove che dimostrano che il tasso di estinzione di innumerevoli specie negli ultimi 115 anni è 50 volte superiore a prima e causato quasi esclusivamente da questo cambiamento climatico. Il che significa avere il compito enorme di sopravvivere ad una “estinzione di massa” che andremo a vivere e che, naturalmente, abbiamo causato noi stessi.
Invertire quello che abbiamo fatto al mondo è un compito così monumentale che non potremmo nemmeno metterci a discterne – ma è la questione più importante che la nostra civiltà abbia da affrontare, che significherà letteralmente la fine della nostra esistenza.

Io sono pigra e sbadata, è un dato di fatto. Fare sport almeno 3 olte a settimana, essere mentalmente iperattiva e voler fare  mille cose, non cambia la situazione. A volte mi chiedo se la pigrizia nella vita di tutti i giorni, unita a quella delle altre centinaia di persone, non sia proprio la causa di questo deterioramento mondiale.
Però almeno chiederso è un inizio.
Forse possiamo fare alcuni passi lenti, a ritmo di bradipo, verso alcuni cambiamenti facili nelle nostre abitudini quotidiane che renderanno la nostra impronta ecologica un po’ più piccola.

 

A che servono le cannucce di plastica?

Pare che usiamo 500 milioni di cannucce ogni giorno, ma a che servono veramente?
Me lo chiedo spesso e ho notato di avere l’abitudine a non usarla da molto tempo, è stata una cosa istintiva. Vedi allora dentro di me c’è qualche neurone ecologico che funziona da solo?
La cannuccia è l’emblema della pigrizia e dell’inutilità, so che voi ragazze che uscite la sera col rossetto e ordinate un cuba libre non volete lasciare l’impronta rossa sul bordo del bicchiere, so che anche che quando bevete i cocktail non volete che il ghiaccio vi sbatta sui denti e so che date le cannucce ai vostri figli per farli divertire a fare le bollicine. Però guardiamo come si è divertita questa tartaruga marina con le nostre cannucce.

Non usare più sacchetti di plastica al supermercato

I sacchetti di plastica non sono biodegradabili. Volano via dai camion dei rifiuti e le discariche, galleggiano lungo i corsi d’acqua e rovinano il paesaggio. Se tutto va bene, finiscono in discariche adeguate dove possono richiedere 1.000 anni o più per rompersi in particelle sempre minori che continuano a inquinare il suolo e l’acqua.
Quindi se abbiamo iniziato a realizzare che l’esistenza del sacchetto di plastica è così dannosa da dover trovare per forza di cose una alternativa siamo a buon punto. Oltretutto la maggior parte dei cibi che compriamo è già plastificato, abbiamo solo bisogno di una borsa per contenerlo.
Pur di non prendere sacchetti di plastica ho già fatto sfilate con in mano pile di cibi e voi?

Viva i vegetariani, ogni tanto

La carne è buona, ma c’è davvero bisogno di mangiarla tutti i giorni?
Siamo arrivati al punto in cui la domanda è così elevata che non possiamo fornire la quantità necessaria senza danneggiare seriamente il pianeta. Ci vogliono 1200 litri d’acqua per produrre un chilo di manzo e 260 milioni di ettari di foresta sono stati tagliati per dare spazio al bestiame.
In un mondo ideale mangeremmo solo pinte, rispetteremmo gli animali invece che ucciderli e avremmo foreste incontaminate, ma so che molti di noi vogliono la loro dose di pancetta giornaliera. Quindi, un obiettivo realistico è quello di ridurre il consumo di carne. Sarebbe già un grande passo.

L’acqua del rubinetto


Preferire l’acqua del rubinetto significa contribuire a ridurre la quantità di plastica prodotta a livello globale ed anche le emissioni dovute al trasporto delle bottiglie. L’Italia è al primo posto in Europa per il consumo di acqua in bottiglia. Per la produzione dell’imballaggio (il 78% dell’acqua consumata nel nostro paese è in bottiglia di plastica), si utilizzano 350mila tonnellate di plastica, pari a 665mila tonnellate di petrolio.
L’impronta ecologica di un litro di acqua del rubinetto è da 200 a 300 volte inferiore rispetto ad un litro di acqua acquistata in bottiglia e oh, esistono i filtri.

Risparmiare l’ acqua dello sciacquone

Ho visto gente tirare lo sciacquone per un capello. Ho visto gente tirare lo sciacquone senza motivo apparente. Pare il titolo del prossimo libro di Irvine Welsh, ma è così. Ci è stato insegnato a non sprecare l’acqua mentre ci laviamo i denti. Quella della doccia purtroppo scorre bollente a fiotti dopo una giornata passata al freddo britannico, quindi, nel mio caso compenso con lo sciacquone. Lo so non è la cosa più chic, dire di accumulare sedute di pipì.
Questo forse è l’unico caso in cui la pigrizia aiuta tantissimo.

La coppetta

La scoperta del secolo scorso che ha rivoluzionato ed emancipato la vita delle donne è stato il tampone (l’assorbente interno) quella di questo secolo è invece la coppetta.
Donne, fidatevi la coppetta vi cambierà la vita. Sia in termini economici che ecologici.
Le coppette sono tipicamente in silicone medico. A differenza di tampax o assorbenti esterni (roba obsoleta ormai), non contengono candeggianti, profumi artificiali o altre tossine, sostanze chimiche che potrebbero causare disagio o irritazioni.
Sono riutilizzabili, quindi non più ammucchiate mensili di carta e cotone nei cestini, che un po’ istigano i sensi di colpa.
Non c’è bisogno di ricordarsi di portare dietro pacchi di assorbenti quando si viaggia. Bisogna fare solo un piccolo investimento iniziale, si parla di circa 30 euro per una cosa molto più rispettosa per voi, la natura e la vostra vita in generale.

 

 

 

 

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