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Il Taj-Mahal VS la sua gente

Il Taj-Mahal, monumento dell’amore.

Kipling lo descrive come “l’incarnazione della purezza”, il sovrano Shah Jahan riteneva che “facesse versare lacrime agli occhi del sole e della luna”.

E’ considerato l’edificio più bello del mondo.
Un numero indescrivibile di turisti varca le soglie di Agra ogni anno per ammirare il simbolo dell’amore di Saha per la defunta moglie Mumtaz Mahal.

Una folla di turisti che mi ha ricordato, lontanamente, Piazza dei Miracoli a Pisa, quando vorresti appoggiare lo sguardo su uno dei più bei edifici del mondo, ma non puoi perché il turista di turno si fa la foto con le mani in alto per sorreggere, abbracciare, fare un cuoricino o non so quale altra invenzione pittoresca, insieme al monumento.
E ti chiedi se tutta la popolazione del mondo si è concentrata lì proprio quel giorno.
Vorresti perdertici, come ti ci perdi guardandolo in foto, ma non puoi perché il turista di turno ha reso grottesco anche il marmo più pregiato.

Come sempre, quando mi trovo in un luogo soffocato dai turisti, così come col Cristo Redentore a Rio, mi scordo del luogo e comincio a fissare la gente. E la gente del Taj è proprio la più interessante e colorata che abbia mai visto.

Eccola qui 🙂

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Ed eccola qui, la foto che tutti vogliono.

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Curiosità:

-si dice che a fine lavori del Taj, Saha Jahan avesse ordinato di far mozzare le mani agli artigiani che lo avevano costruito, per impedirgli di realizzare altri edifici così belli
– si dice che Saha Jahan progettasse una copia del Taj in marmo nero sulla sponda opposta del fiume per ospitare le sue ceneri

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