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India, un miliardo di prospettive in crescita

L’India è un paese strano, di cui puoi innamorarti subito, e allo stesso tempo odiare, per il quale puoi provare disgusto e insofferenza.
Tiziano Terzani lo disse in una frase che racchiude tutto: “Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. È sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno”.
Aggiungerei, ciò che è più affascinante nell’India è il suo essere inclassificabile, sfuggire a qualsiasi tipo di definizione. Interessante come solo quello che scivola alle etichette può essere.
E allora ecco un po’ di cose da sapere per cui vale la pena amare e odiare l’India.

La popolazione– la più popolosa dopo la Cina, 1 miliardo in crescita. Gli abitanti locali in India, in particolare nelle aree rurali, sono alcune delle persone più gentili e più ospitali che ho incontrato. Se siete invitati in casa di un locale per un pasto tradizionale o semplicemente passeggiare per le strade e incontrare i bambini che giocano verrete sicuramente toccati dal calore della gente del posto

L’India è giovane-  l’indiano medio ha 26 anni, contro i 48 anni dell’abitante medio del giappone (il paese più vecchio del mondo) e i 43,5 dell’italiano medio

Wc a cielo aperto- per decenni oltre 122 milioni di famiglie indiane, non disponendo di bagni, hanno usato i campi per le loro evacuazioni e per molti, soprattutto i più anziani è divenuto un fatto culturale. E’ lo Stato con il maggior numero di persone che defeca abitualmente all’aperto (620 milioni), e soltanto la metà circa della popolazione indiana utilizza i servizi igienici

La lingua- ogni regione ha la sua lingua ufficiale, la costituzione ne riconosce 23. E poi c’è l’inglese, lingua ufficiale del governo centrale assieme all’hindi. Le sei lingue più parlate sono hindi, bengali, telugu, marathi, tamil e urdu, usate da più di 50 milioni di persone

Le stagioni si riducono a tre– estate, inverno e i monsoni che portano le piogge

Povertà e ricchezza– in India vive un terzo del miliardo e 200 milioni di abitanti del pianeta, considerati tra i più poveri e allo stesso tempo è l’ottavo paese per numero di multimilionari: 14 mila e 800

Il cibo– gli indiani prendono il loro cibo molto sul serio e la cucina è incredibilmente varia.
Nel Nord è fortemente influenzata dagli stili persiani e Mughlai, la cucina del sud invece è caratterizzata dall’uso di ingredienti come cocco, pesce, riso ed è più piccante

“Indian belly” o Delhi belly”– gli hanno dato anche un nome, chiamatela come volete. La diarrea arriverà. Bere solo acqua confezionata ed evitare verdure crude aiuta, ma potrebbe non bastare.

Hijra – sono i transessuali che vedrete passare sui treni, non offrono servizi sessuali, gli indiani danno loro soldi come ricompensa, perché sono considerati un porta fortuna, di buon auspicio per la fertilità

I vegetariani saranno contenti in India, a causa della grande proporzione di indù che non mangiano carne

Il fiume Gange– scorre a 2.525 km dall’Himalaya settentrionale fino al Golfo del Bengala.
E molto più di un fiume: è una linfa vitale. Fornisce sostentamento attraverso la pesca, trasporta le preghiere dei credenti e un tuffo nelle sue acque purifica l’anima. Molti indù osservanti fanno pellegrinaggi a Varanasi, la città più antica dell’India, per partecipare a cerimonie o cremare i morti lungo le sue rive

I Sadhu o Baba– sono quegli uomini che hanno deciso di rinunciare ai beni materiali per dedicarsi alla ricerca spirituale e alla meditazione, hanno lunghe barbe, vestono di arancione, spesso hanno la faccia dipinta e un bastone in mano. Purtroppo molti di loro sono finti, soprattutto nei centri più turistici come Varanasi, si avvicineranno per farsi fotografare o addirittura si metteranno in posa da soli e vi chiederanno soldi

Il traffico– ingorghi interminabili di traffico, ritardi, strade affollate e apparentemente impossibili da attraversare, clacson incessanti, corse in risciò, invasioni di spazio personale. L’unica cosa da fare è seguire il flusso e di essere in pace con le cose che vi accadono intorno,  seguire il “ritmo indiano“, anche perché non avrete altra scelta e questo faciliterà una comprensione più profonda della cultura

La religione e la spiritualità– in India, la religione e la spiritualità sono strettamente intrecciate con la vita di tutti i giorni. L’India è la patria di tutte le principali religioni del mondo, ed è il luogo di nascita di induismo, buddismo, il giainismo e il sikhismo. Osservare la popolazione impegnata nei rituali quotidiani è un’esperienza meravigliosa

Le caste– nonostante sia stato proibito vige ancora il sistema delle caste e dei matrimoni combinati

Il maschilismo– l’India è ancora un paese fortemente maschilista, in cui verrà messo a dura prova il vostro essere donne emancipate, in virtù forse di qualcos’altro

Tenersi per mano– gli uomini indiani tra di loro spesso si tengono per mano, quando camminano in strada, è un gesto di affetto. Mentre l’omosessualità è ancora un tabù, come qualsiasi altro argomento sessuale

Il tabacco da masticare– è un vizio per circa il 40% degli indiani e la principale causa di cancro orale. Lo vendono ad ogni chiosco di strada, il “gutkagli indiani se lo mettono in bocca tra il labbro e la gengiva inferiore, lo masticano, lo tengono in bocca qualche minuto o per diverse ore.
A volte ci parlano in un modo goffo e incomprensibile fino a che diventa una poltiglia arancione, dopodiché lo sputano. Vedrete schizzi rossi tappezzare le strade e i muri.  Gli indiani sputano, tanto, anche le donne

Il treno– è il mezzo più comunemente usato dagli indiani e anche il più affidabile, per questo i treni sono sempre così affollati. E’ consigliabile prenotarli con largo anticipo e se dovete affrontare un lungo viaggio e non siete sicuri di trovare posto potete rivolgervi ad una agenzia locale, solitamente non dovrebbe prendervi più di 100/150 rp

Cleartrip.com è il sito più utile per prenotare treni, accetta Mastercard e Visa per i pagamenti,  ma dovete registrarvi e inserire un numero di telefono locale

Soldi– tutto vi sembrerà economico in India, dormire costa tra le 200/300 rp se siete spartani, ma sulla base di questo ragionare in Rupie e non in Euro via aiuterà a non pagare 500 rp per una corsa di soli 2 km in tuk-tuk

Tuk-tuk– spostarsi su questi mezzi è divertentissimo, ma è anche un lavoro che richiede concentrazione.
Bisogna contrattare e farsi vedere svegli, altrimenti proveranno a chiedervi cifre esorbitanti per brevi tragitti e tenteranno di portarvi in altre guest-house/hotel, semplicemente dove gli hanno promesso una commissione

Paraculismo indiano–  proveranno a fregarvi, sempre e sfacciatamente, nel momento in cui li sgamerete si metteranno a ridere e negheranno. Il paraculismo indiano è per certi versi simile a quello italiano, per questo vi sentirete a casa

Tutto è in vendita, tutto è contrattabile

Tibetani– in India si trovano moltissime comunità di rifugiati tibetani soprattutto a Dharamsala e nel Darjeeling

Lo spirito d’avventura– Non importa dove tu stia andando, l’unica cosa che non ti dovrà mai abbandonare in India sarà il senso d’avventura, in un paese in cui tutto può succedere, tutto è il contrario di tutto, programmare diventa utopia.
Che siate piegati in due su una latrina o che abbiate trovato la pace dei sensi in viaggio verso l’ Himalaya, tutto è in prospettiva in India, anche lo spirito d’avventura.

Un libro che consiglio.

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lovetheshoot

1 Comment

  1. L’India è un paradosso e la amo/odio appassionatamente. Hai colto la sua essenza con il tuo post.

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