Travel Tips

La zona d’ombra di chi viaggia

Poco tempo fa mi è stata fatta una domanda:

” Cosa pensi che ti abbia dato e cosa pensi che ti abbia tolto questo viaggio?

E’ una domanda bizzarra, considerando che solitamente le classiche domande si concentrano su tutti i punti cardine del nostro viaggio: qual è stato il momento più bello, il ricordo che ti porterai dietro per sempre, i posti che ti hanno fatto brillare gli occhi.
E quindi siamo abituati a parlare solo della prima parte, ovvero di quello che il viaggio ci ha dato, il lato bello della nostra esperienza.

La seconda parte di questa domanda invece arriva a sfiorare il lato oscuro, la zona d’ombra, che tutti i viaggiatori tengono nascosta, privata. Tutto quello che i viaggiatori non dicono.
Sui blog di viaggi si parla quasi sempre di quanto viaggiare sia meraviglioso, si raccontano le esperienze, si infiocchettano gli incontri. Sui social si condividono momenti emozionanti, si twittano le foto di cibi buonissimi, si instagrammano paesaggi mozzafiato, ma difficilmente si racconta quello che c’è dietro a tutto ciò.
Il lato oscuro del viaggio, se c’è.
E c’è, credo che ci sia in ogni viaggio.
Non a volerlo nascondere, ma forse per pudore, o perché preferiamo mettere i nostri piccoli fallimenti da una parte per dare visibilità alle conquiste quotidiane e soprattutto condividerle con gli altri.

Quello che un viaggiatore non dice sono i chilometri a piedi sotto il sole con uno zaino da dieci chili sulle spalle, sono il mal di denti che prende nel mezzo al deserto.
Sono la notte che ha passato accovacciato in un bagno alla turca vomitando in un secchio, sono gli autobus persi o mai arrivati.
Sono quella notte in cui si sveglia da solo in una stanza umida e vorrebbe avere accanto il calore della sua famiglia.
Sono i tremori interni quando si trova di fronte a due occhi di cui non sa se si può fidare, ma non ha scelta. Sono le ore passate a pulire dei bagni pur di avere un alloggio gratis.
Sono tutti i vestiti che ha lavato in un catino anche solo per risparmiare 2 euro.
Sono tutte le tue certezze che si sgretolano di fronte alla prepotente diversità di un’altra cultura, sono quelle immagini violente di cui non riesce a liberare i suoi ricordi.
Quello che un viaggiatore non dice sono gli odori forti e disgustosi entrati prepotentemente nelle narici e assimilati dallo stesso muco.
Quello che un viaggiatore non dice è l’incomunicabilità del ritorno.
Sono quei quattro stracci sgualciti che ha indosso anche quando vorrebbe indossare le cose più belle che possiede, perché di fronte, probabilmente, ha l’amore della sua vita.
Sono quegli schemi mentali con cui lotta giornalmente per venirne fuori.
Sono i lavori assurdi che fa per potersi mantenere e i soldi che conta ogni notte.
Sono gli oggetti che semina per strada poter alleggerire lo zaino. E sono i ricordi che scaccia per svuotare l’ hard disk della mente.
Sono l’ imbarazzo di fronte alla grandezza umana e l’impotenza quando quella volta voleva attraversare un sentiero a strapiombo su due gambe e non gattonando.
Sono i letti inesistenti su cui ha dormito, le ossa rotte che urlano di prendere un aereo e tornarsene a casa, perché lì c’è un divano e un materasso morbido su cui dormire.
Quello che un viaggiatore non dice è tanto altro ed è tutto quello che ancora deve avvenire.

E’ probabilmente racchiuso in un ombra che non verrà mai alla luce, perché il viaggio è molto di più.
Perché sulla bilancia di quello che ti ha dato e quello che ti ha tolto,  ci sarà sempre un lato che pende di più.
Il lato al sole.

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lovetheshoot

3 Comments

  1. …é adattarsi a tutto… 🙂

  2. Che bel post 🙂
    mi fa riflettere molto…

    “E’ probabilmente racchiuso in un ombra che non verrà mai alla luce, perché il viaggio è molto di più.
    Perché sulla bilancia di quello che ti ha dato e quello che ti ha tolto, ci sarà sempre un lato che pende di più.”
    Queste frasi sono bellissime!

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