Le migliori location fotografiche di Lanzarote

Le migliori location fotografiche di Lanzarote. La prima parola che mi viene in mente quando penso a Lanzarote è affascinante.
La seconda è fotogenica. Sono stata tre volte in quest’isola e già al mio primo arrivo avevo notato la sua particolare estetica data da una geologia assolutamente straordinaria: 300  siti vulcanici, campi di lava anneriti e inquietanti, e spolverate di valli bucoliche piene di palme e cactus.

Intimamente intrecciata con l’eredità dell’artista e ambientalista lanzaroteño César Manrique; Lanzarote è un’isola affascinante. E’ stata dichiarata Riserva della Biosfera il 7 ottobre del 1993 dall’UNESCO.
Le principali località turistiche abbracciano la costa meridionale, mentre a nord-ovest sorgono i surreali calanchi vulcanici del Parque Nacional de Timanfaya e la regione vinicola dell’isola.
Tra le regioni selvagge del nord, invece il surf  di Famara, le sorprese dell’antica capitale Teguise e la bellissima Haría che incanta con la sua storia, finendo con la Isla Graciosa a fare un cenno da lontano.

Location a nord 

Haría

Una piccola oasi nel deserto, il piccolo villaggio di Haria è sembra un set cinematografico a metà tra lo stile di Messico e Marocco; costellata di palme, svetta in alto a fare la guardiana della baia.
1Questo è sicuramente il luogo ideale per fotografare la vita in un villaggio, la calma delle sue facciate imbiancate, e la vista della valle, una delle più verdi di Lanzarote.
Consiglio: portare un grandangolo per catturare l’intera valle in tutta la sua verde e luminosa bellezza.


Jameos del Agua

E’ stata la mente creativa di Cesar Manrique a voler trasformare i detriti di una grotta vulcanica scavata dalla lava del Volcán de la Corona, a nord dell’isola.
Un luogo unico al mondo: Jameos del Agua fa parte di un tubo di lava lungo 6-7 km, Manrique ha progettato il luogo intorno alle due grandi grotte trovate in loco, una delle quali nasconde un lago naturale, con acqua cristallina, mentre l’altra grotta è una sala concerti.
Consiglio: è una delle attrazioni turistiche più popolari, il mio consiglio è quello di andare la mattina presto per evitare troppe persone.

Cueva De Los Verdes

Come Jameos del Agua fa parte di un tubo di lava lungo 6 km che si è formato circa 4000 anni fa quando il vulcano eruttò.
Questo posto forma una delle gallerie vulcaniche più lunghe del mondo ed è di grande interesse scientifico.
A differenza delle altre turistiche, è difficile dire che ci sia stato un intervento umano nella struttura della grotta. Il lavoro principale è andato in un fantastico sistema di illuminazione che evidenzia straordinariamente bene le pareti della grotta.
Consiglio: portare un cavalletto per le foto a lunga esposizione dentro la grotta

Mirador del Rio

Nel punto più a nord dell’isola c’è il belvedere, e non c’è nome più adeguato per descrivere questo posto da dove potrete godere la vista più mozzafiato di Lanzarote e l’unico luogo da cui si gode una vista meravigliosa sull’isola di La Graciosa.
Ancora una volta la sapienza di Cesar Manrique nell’intrecciare natura e turismo in modo sorprendente. Questo posto è ben nascosto in una roccia e si fonde molto bene con l’ambiente circostante.
Consiglio: l’ora migliore è il tramonto; c’è un biglietto di ingresso, ma se non volete spendere, potete proseguire nella stradina che costeggia il Mirador alla sua sinistra, la vista è la stessa ma gratuita.

Caleta de Famara

Il villaggio di Famara è famoso per essere uno spot di surf, 5 km di spiaggia selvaggia dalle onde spumose e perfette per chi si approccia al surf per la prima volta.
Il piccolo villaggio è popolato da scuole di surf e windsurf, ristorantini di pesce e pescatori.
Cosniglio: portate un paio di obiettivi diversi, un grandangolo per fotografare la spiaggia e la sua scogliera e un teleobiettivo per i dettagli ai surfisti o ritratti dei pescatori.


Jardin de Cactus

Ultima opera di Manrique, situato a nord-est dell’isola questo giardino ha circa 4.500 esemplari di 450 specie diverse, di 13 diverse famiglie di cactus dei cinque continenti. Anche qui c’è un biglietto da pagare all’ingresso, ma le strade circostanti offrono viste incantevoli sul giardino, basta esplorare l’area un po’.
Consiglio: andare al tramonto, quando l’ombra verde delle piante si staglia lunga, creando un’armoniosa esplosione di colori insieme alle sfumature blu del cielo e alle tonalità scure della terra.

Orzola

E’ il villaggio appoggiato sulla costa più a nord dell’isola, uno dei più rilassanti e deliziosi per mangiare pesce dopo una giornata di mare. E’ da qui che partono i traghetti che portano all‘isola della Graziosa. Non c’è molto da fare a Orzola, tranne lasciarsi cullare dalle onde in una passeggiata tra le sue case luminose.
Consiglio: fotografare le facciate delle case con le tipiche porte e persiane colorate di verde e blu, fermarsi a fotografare le barche colorate che partono dal porto. Qualche ritratto ai locali che spuntano dalle case.

Caleton Blanco

A sud-est della città portuale di Órzola si trova la spiaggia di sabbia bianca a grana grossa di Caletón Blanco, che, come suggerisce il nome spagnolo, si trova in una grande baia. Il modo migliore per raggiungere la spiaggia è quello di prendere la LZ-1, in un contrasto inquietante tra la terra lavica e il bianco della sabbia.
Consiglio: questo paesaggio surreale si presta a delle foto bellissime al tramonto.

Los Hervideros

Lungo la costa tra El Golfo e Salinas de Janubio troverete questa forza della natura.  Il nome si traduce letteralmente in “acque bollenti”, il paesaggio è costituito da diverse grotte scavate nella lava, simili a un labirinto intricato dove le onde dell’oceano vengono a frantumare le pareti delle grotte, inondandole e creando un paesaggio magnifico e inquietante.
Consiglio: l’orario migliore è quello del tramonto o la mattina presto, ma cerate di andare quando c’è alta marea e il mare è in tempesta, così da fotografare la forza dell’Oceano Atlantico scagliarsi contro le rocce.

Location a sud

Los Volcanes Natural Park

Il Parco Naturale Volcanes è adiacente al Parco Nazionale Timanfaya in una delle aree colpite dalle eruzioni storiche del 1730-36 e del 1824. E’ terra di numerosi trekking dati i crateri disseminati e i vari percorsi semi pianeggianti. A differenza di Timanfaya non dovete pagare un ingresso, ma potete entrare con la macchina fino ai parcheggi adibiti e proseguire a piedi lungo i sentieri.
Consiglio: le escursioni fotografiche che consiglio sono quella al Volcan Montana Colorada, molto facile e suggestiva e Caldera Blanca, più lunga e impegnativa, ma dalla vista sensazionale.


Playa de Papagayo

A pochi minuti di auto da Playa Blanca, in quindici minuti di strada sterrata, giungerai in un paesaggio di pianure infinite e rocce vulcaniche che ti faranno sentire come se fossi atterrato su un altro pianeta.
Questa è Punta del Papagayo, pare la spiaggia più bella di tutta la Spagna, in quanto fa parte del Parco Naturale di Los Ajaches. Gli unici segni di civiltà sono un parcheggio, un campeggio e un paio di bar sulla spiaggia.
Consiglio: data la trasparenza dell’acqua se avete attrezzatura per fare foto subacquee l’ora migliore è tra le 11 e le 14. Per foto di paesaggio, gli orari perfetti sono l’alba e il tramonto quando il cielo si tinge di rosa pastello.

Timanfaya National Park

Si tratta dell’unico parco nazionale della Spagna dal carattere eminentemente geologico, è il risultato di eruzioni vulcaniche avvenute tra il 1720 e il 1736 e nel 1824.
L’assenza di vegetazione, l’estrema rugosità delle forme, la varietà dei colori, le sagome dei vulcani e la costa ripida conferiscono a Timanfaya una straordinaria bellezza e a noi che lo visitiamo la sensazione di stare sulla luna.
Consiglio: anche se si può arrivare con la macchina fino al ristorante El Diablo, dentro al parco non è possibile andare oltre, né in macchina, né a piedi. Partono tour in autobus per andare alla scoperta di questo parco lunare.

El Golfo

Proprio a sud di Timanfanya si trova El Golfo, un minuscolo paesino di pescatori, dall’aria calma e rilassante, qui potete mangiare in uno dei tanti ristorantini di pesce e ammirare un suggestivo tramonto.
Consiglio: l’orario perfetto è il tramonto o la sera, arrivate un po’ prima che la luce cali del tutto per fotografare l’adiacente Charco de los Clicos.

Charco de Los Clicos

Charco de los Clicos è un lago verde formatosi nel cratere di un antico vulcano.
Deve questo colore ad un tipo di alghe che cresce al suo interno. Dopo le eruzioni del 1730, il cratere del vulcano si allagò, formando così la laguna verde, il lago è collegato attraverso il sottosuolo con l’oceano, per questo mantiene vive le sue acque.
El Golfo è stato dichiarato riserva naturale e quindi ora è vietato nuotare nel lago, per questo il sito è stato circondato da una recinzione di legno.
Consiglio: il colore verde della laguna fa da contrasto con il blu intenso dell’oceano e l’intero paesaggio, con rocce vulcaniche sullo sfondo, offre una vista unica. Purtroppo non c’è molto spazio per muoversi data la recinzione, l’ideale sarebbe avere un drone.

Salinas de Janubio

Sono le saline più estese delle isole Canarie e costituiscono un paesaggio di alto valore architettonico e culturale. Continuano a produrre il sale che fu essenziale nell’economia dell’isola fino a non molti decenni fa. Si trovano dentro una laguna creata dalle eruzioni vulcaniche e sono state dichiarate Sito di Interesse Scientifico per la presenza di uccelli migratori.
Consiglio: andate al tramonto quando il sole si specchia basso nelle pozze che evaporano, producendo un gioco di sfumature e colori assolutamente magico.


La Geria

Sulla strada per il Parco Nazionale di Timanfanya, attraverserete la regione vinicola di La Geria.
I vini di La Geria sono tipicamente fatti dall’uva Malvasia, nota per il suo sapore dolce, ricco di miele. Produce un’ampia varietà di vini rossi, bianchi e rosati.
Ciò che rende ancora più speciale la regione di La Geria è il lavoro che i locali hanno messo nella coltivazione dei loro vini. Situati ai margini dei campi del vulcano, impiantano ogni vite in pozzi semicircolari pieni di terreno, poi li circondano con una cenere vulcanica chiamata picón. La cenere aiuta la terra a trattenere l’umidità e protegge la vite dai venti costanti.
Se siete interessati all’argomento, sulla stessa strada trovate il Museo del vino.
Consiglio: un bel grandangolo e andare per il tramonto.


I paesini: Tinajo, Yaiza, Fémes

Altra location per foto sono i tanti paesini nell’entroterra dell’isola, lontani dai posti turistici come Puerto del Carmen, qui si muovono e vivono i locali. Non troverete paesaggi mozzafiato, ma la calma placida di un villaggio in tinta unita.
Consiglio: se avete tempo andate in cerca di persone da fotografare, passeggiate tra le vie con un 50 mm molto luminoso ottimo per fare ritratti.


Se avete in programma un viaggio a Lanzarote, leggete anche gli altri post che ho scritto (e che scriverò) su questa isola.

Chiara Cerri

Sono una fotografa e web writer e vivo a Londra. Se mi cerchi mi trovi in riva al mare o in libreria.

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