Sogni di viaggio per il 2020

Sogni di viaggio per il 2020. Un tempo mi sarei messa a stilare una lista di destinazioni, magari oltreoceano. Posti in cui poco probabilmente riuscirò ad andare in un solo anno.
Ero alle prime fasi del viaggio, con l’incontinenza di azzannare voli low cost, per andare a finire in posti con i quali non ho nessun legame.
Credetemi, sono molti ancora i viaggi che vorrei fare, ma quest’anno ho maturato una nuova consapevolezza.
Uno dei miei sogni di viaggio per il 2020 è viaggiare meno.

Tempo fa parlando con un’amica, ci siamo confidate il fatto di quanto fossimo stanche di fare questo stile di vita. Per così dire nomade. E’ una parola che va molto di moda.
Che cos’è un nomade? E’ uno che non possiede una casa, uno che si sposta di mese in mese? E’ davvero uno stile di vita o  un disturbo della personalità?
Esistono tutta una serie di cliché che il nomadismo si porta dietro, ma soprattutto c’è questa insoddisfazione di fondo di cui mai nessuno parla.
Una sorta di non resisto, devo farlo di nuovo, devo vedere posti nuovi, per non pensare, per non costruire o per non attaccarmi a niente. Per sentirmi vivo, qui, ora, che poi domani non so se ci sarò più.
Credo che piano piano si entri in un girone in cui, alla fine sei in tutti i posti  e contemporaneamente in nessuno, potresti vivere ovunque, ma in realtà nessun luogo è casa tua.
Il mondo è fatto di culture e popoli dagli arcobaleni meravigliosi, ma i nostri i occhi sono capaci di contenerli tutti? O forse, mano a mano si saturano e allora diventa un colore unico e opaco?

La nuova consapevolezza è l’esigenza di viaggiare in modo più approfondito. Non viaggiare, ma tornare, vedere di nuovo e poi un nuovo tipo di viaggio, la vacanza. Che è diventata una parola brutta, ma invece è bellissima.
Per il 2020 sarà impossibile che io non viaggi, ma è probabile che lo faccia in modo diverso.
Vorrei per esempio tornare nei posti che mi hanno fatta felice, o nei posti che non ho capito, per capirli meglio.
Vorrei esplorare posti che ho già battuto. Sentirmi cullata dai luoghi in cui conosco la lingua e il modo di pensare delle persone.
Vorrei una nuova decade che profumasse di approfondimento e costruzione.

Quali sono i miei sogni di viaggio per il 2020? Sono posti, ma anche, non necessariamente posti.

Viaggi per approfondire:

Lisbona

Perché l’ho vista poco e male, dato che pioveva sempre. Perché mi è parsa bellissima con i suoi azulejos  a tappezzare i muri, perché per un week end è perfetta, per parlare un portoghese strano e ascoltare il fado. Perché Lisbona sarà la Capitale Verde Europea nel 2020 e sono curiosa di perdermi ancora tra i suoi sentieri acciottolati.

Berlino

Perché Berlino per un tempo breve è stata casa, perché ho voglia di caminare ancora tra le vie di Kreuzberg, per mangiare i curry wurst più buoni della storia e andare a scovare pezzi vintage nei mercatini delle pulci. Per vedere come la città è cambiata e cosa propone il panorama culturale.

Viaggi lunghi:

Giappone

Perché è tanto tempo che la cultura giappnese mi affascina, l’arte del Kintsugi, il sushi, il ramen, i film di animazione giapponesi dello studio Ghibli. Perché mi sento una maniaca dell’ordine come Marie Kondo e niente più dell’arte del decluttering giapponese è in linea con me. Perché credo sia il posto giusto.

Viaggi per la mente:

Pianoforte

Perché a 14 anni strimpellavo pianoforte e perché certe attività non andrebbero smesse, perché anni fa ho ricominciato e mi faceva stare bene, perché in fondo è un viaggio anche questo.

Vipassana Firenze

Per il 2020 voglio fare un altro ritiro di meditazione Vipassana, ma più breve di soli 3 giorni. Perché quello che si interiorizza in questi corsi è davvero difficile mantenerlo, con la vita e i suoi casini che ci passano dentro, perché tre giorni di silenzio non fanno mai male.

Per sentirmi a casa:

Lanzarote

Perché ormai è come sentirmi a casa, per cimentarmi ancora nel mio italiagnol, uno spagnolo che non so parlare o mi invento. Per surfare ancora e per farmi affascinare da una terra splendida, arida, dove la mente si perde tra le dune di lava.

Brasile

Perché è passato tanto tempo, e perché c’è ancora tanto che devo conoscere di questo paese che ormai è entrato nel mio stile di vita. Non c’è giorno in cui io non ascolti, parli o pensi in portoghese. Il viaggio in Brasile vorrei che fosse alla scoperta di posti nuovi, come le regioni del  nord, ma anche San Paolo, il Pantanal e ovviamente Rio de Janeiro e Rocinha di nuovo.

Londra

Perché dopo essermela sudata la posso ormai chiamare casa. Perché Londra accoglie tutti indistintamente. Brexit o no. Con la sua energia, con la sua apertura alle culture. Per la vita, la cultura, i concerti, per esplorare zone che ancora conosco poco come Peckham e Hackney, per la street art e i corsi. Per sentirmi anche a casa.

E’ molto probabile che tra un paio di mesi tornerete qui e troverete una foto di me a Sarajevo, ma è anche probabile che rimarrò fedele a questa lista.

Buon 2020.

Se anche voi avete in mente le mie stesse mete, potreste anche leggere il post sulle più belle spiagge di Rio de Janeiro, quelli che ho scritto su come è vivere a Londra. E tanti che ho già scritto sulla mia amata Lanzarote presto ne arriveranno di nuovi!

Chiara Cerri

Sono una fotografa e web writer e vivo a Londra. Se mi cerchi mi trovi in riva al mare o in libreria.

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