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Spargere la gratitudine come la marmellata

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Cosa si può dire sulla gratitudine?

Sono sempre stata una persona introversa, ma ho scoperto che se si fanno un paio di piccoli passi per uscire dalla nostra zona di comfort c’è un mondo da scoprire, un mondo di gratitudine.
Questo non vuol dire cambiare noi stessi, ma solo guardare il mondo in prospettiva diversa. Più aperta, con meno paura.
Facendo un passo fuori dalla porta e scoprendo che si può dare qualcosa a qualcuno.

Giorni fa mi stavo facendo ordine tra carte e ricordi del mio ultimo viaggio in Nepal e in India e ho (ri) trovato questa lettera da Pramila, una delle ragazze della scuola dove ho fatto da volontaria , nella lettera mi ringrazia per aver insegnato qualcosa sulla fotografia e su photoshop a lei e al gruppo e dice che quando tornerò in Nepal per contraccambiare mi insegnerà il nepali.
E’ una delle cose più dolci mai ricevute nella mia vita ed i miei occhi erano pieni di lacrime mentre stavo leggendo (anche pensando alle brutte cose che sono successe in Nepal dopo).
Ieri, Zamak, un altro ragazzo del progetto mi ha aggiunta su facebook e mi ha inviato una foto che ha fatto all’alba, lui si sveglia alle 5.00 di mattina per andare all’ Università, ringraziandomi per quello che gli ho insegnato.
Ho pensato quanto fosse bello il modo in cui si è ricordato di me, anche se sono passati quattro mesi.
La foto è qui sotto ed è incredibilmente bella.
Questa è la gratitudine, e funziona così: la loro gratitudine viene da me e mi riempie di energia, ora posso usare questa energia dentro di me e darla a qualcun altro, e così via.

Questa mattina durante la colazione stavo spalmando la marmellata su un toast e mi sono resa conto che la gratitudine per me è questo.
È come spalmare la marmellata: ha un sapore dolce ed è contagiosa.
Rende il nostro pane diverso, in un modo che tutti dovrebbero provare.

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(foto credits Zamak)

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