Photography school

Superare la paura di fotografare le persone (facendo jogging)

Cammini per strada con la tua macchina fotografica al collo quando un certo punto vedi qualcosa che cattura la tua attenzione: è un essere umano, con due occhi, un cuore, un respiro. Si muove, parla, piange o è incazzato. E’ lì, e ti dici che sta proprio lì per essere fotografato da te, tu lo sai ne sei consapevole, ma lui è ignaro di tutto.
E sai anche che per fotografarlo bene ti dovrai avvicinare, dovrai girargli intorno, spiaccicargli l’obiettivo in faccia e rischiare di farti vedere.
Se sei bravo e astuto anche no.
Sei lì, stai per dirigerti verso di lui, stai per impugnare la macchina, ma ti assale la timidezza, un senso di rispetto misto a paura e una domanda si insinua:
“Ma sarà rispettoso fargli una foto?”
Così ti immobilizzi, passa il momento e in un attimo ti ritrovi davanti ad un edificio vuoto o ad un cumulo di erba secca: le ultime cose che vorresti fotografare.

Un giorno in India mi ero messa a fare foto ad una famigliola che stava lavando i panni nel Gange, il padre spalmava l’olio sui corpi nudi dei bambini, che gridavano e piangevano, la mamma rideva, i panni mezzi di sapone e acqua putrida stavano sparpagliati per terra ai loro piedi.
Il cielo rosa di prima mattina, l’aria della pūjā.  Era tutto perfetto e io mi ero messa a fissarli a fare foto a fissarli e via così per non so quanto tempo.
Finché mi sono ritrovata così vicina a loro che il padre avrebbe potuto davvero buttarmi la macchina fotografica in acqua.

Come si supera la paura di fotografare le persone?

– Dite a voi stessi che non avete altra scelta
Non mi interessa l’architettura, non mi interessano i paesaggi (solo ogni tanto), neanche gli oggetti inanimati, i fiori, il cibo, le statue, l’arte. Ok, per una foto su Instagram, ma se c’è qualcosa che cattura la mia attenzione questa è data dalle persone. Se non posso fare le foto a loro posso anche vendere la macchina fotografica. Quindi è semplice.
No persone= no fotografia. Non c’è scampo.

– Fate finta di essere in missione segreta
E’ solo per darvi la carica, non è mica vero. Pensate che per voi è una missione, il destino dell’umanità dipende dalla foto che fate al tipo che urla con la gamba incastrata nel tombino. Oppure al vecchio che fuma il sigaro seduto sulle scale.
Se ve lo chiedono: siete dei fotoreporter per un importante giornale.

-Sorridere
Se si accorgono che li fotografate sorridete sempre, sempre. Questo vi farà apparire meno sospetti, strani, il sorriso genera fiducia e quindi il vostro soggetto si aprirà a voi.

-(E la privacy?)
Le liberatorie. Ora ditemi che mentre viaggiate vi portate dietro un pacco di liberatorie e ogni volta che fate foto ad una persona gliela fate firmare, che inseguite i bambini che avete scattato per trovare i loro genitori, che spendete tempo a spiegargli come si compila (nella loro lingua ovviamente) e avete la firma di ogni singola persona che avete fotografato in giro per il mondo.
Se è così mi inchino, altrimenti fatevi meno seghe mentali.
A meno che il vostro soggetto non sia un qualche astuto baba (fake) indiano che molto probabilmente è dotato di una liberatoria già pre-compilata da consegnare al fotografo di turno. (LOL)

-Provate a chiedere e fate amicizia
Non è detto che dovete fare la foto e scappare, oppure nascondervi necessariamente dietro un cespuglio e spuntare solo se vi beccano come un paparazzo. Potete anche avvicinarvi, se la situazione lo consente, chiedere se è possibile fare delle foto, spiegare perché e magari fare amicizia. Se siete fortunati potrà capitare che vi raccontino delle storie sulla loro vita, che si aprano con voi. Così potrete dimenticarvi della macchina fotografica e cominciare ad ascoltare.

-Gli inconvenienti capitano (fate jogging)
Mettetevi in testa che gli inconvenienti capitano sempre. Se fate una foto alla tipa che ha la luna storta o al marito che è appena stato mollato dalla moglie e si mangerebbe la testa di un gatto vivo non è colpa vostra. Siete capitati al momento sbagliato.
La prossima volta andrà meglio, nel frattempo potete allenarvi a correre.

E voi, come superate questo imbarazzo?
(Se lo avete)

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lovetheshoot

8 Comments

  1. divertente questa “guida”. per catturare gli attimi… non visti 🙂

  2. Ho sempre qualche difficoltà a fotografare le persone.
    Non saprei dire nemmeno perché… Credo c’entri qualcosa quella dannata timidezza.
    Poi un giorno in cui dovevo ASSOLUTAMENTE fotografare delle persone ho iniziato a inventarmi qualcosa…
    “Rubare” ritratti non mi è mai piaciuto molto: voglio che le persone sappiano che le sto fotografando.
    Così ho approntato una mia tattica personale, se così può essere chiamata, visto che è davvero qualcosa di molto semplice.
    Ho pensato che fermare le persone e chiedere loro di poter fare una foto non è troppo elegante.
    Così andavo dal povero malcapitato di turno e chiedevo dove avrei potuto trovare il bar più vicino. Una scusa come un’altra per rompere il ghiaccio. Il tutto, chiaramente, con un bel sorrisone che, si sa, non guasta mai. Non so se le persone reagiscano allo stesso modo, ma qui in Calabria, la maggior parte della gente inizia a fare domande e a intavolare una conversazione. A quel punto, dopo un paio di minuti, sei pronta a chiedere la foto. Molto spesso saranno ben disposti. E il fatto che tu ti sia guadagnata la loro fiducia è ben visibile nei volti rilassati e sereni che assumono. Nella peggiore delle ipotesi, hai comunque potuto scambiare due chiacchiere con una persona. Il che non fa mai male.
    Usando questo piccolo stratagemma avevo finanche ottenuto un invito a pranzo xD (sorvoliamo, invece, sui pescatori che quasi quasi volevano infilzarmi con la loro canna da pesca)

    Buona serata
    Giulia ☀

    PS. Mi piace molto la grafica del tuo blog 🙂
    E, ovviamente, anche gli argomenti trattati!

    • Ciao Giulia, il tuo blog è bellissimo!
      Anche io sono una polaroid lover solo che sono inattiva (dati i costi delle pellicole) da tempo, mi limito ad ammirarle e a sognare un mondo in cui la polaroid sarà a basso costo. La tua tattica è molto astuta e devo dire estremamente rispettosa, io ormai la paura l’ho superata perché come dico nel post sono costretta a farlo e “buttandomi” ho scoperto che alla maggior parte della gente non dispiace.
      Poi per quanto riguarda l’estero si possono aprire parentesi quadre sull’argomento. Gli Indiani, per esempio, sono modelli nati molto spesso si mettono in posa da soli, altre volte accettano tacitamente che tu li fotografi.
      Magari un giorno troverò interessante fotografare gli insetti e non avrò di questi problemi. Ammesso che gli insetti vogliano essere fotografati da me.
      Ps. mi fa davvero piacere che ti piaccia la grafica del blog, anche perché ho fatto tutto da sola!
      Chi fa da se… 😉

  3. Interessante questo post 🙂
    Io amo fotografare i paesaggi e i dettagli ma le persone ultimamente stanno iniziando a piacermi di più… solo che appunto mi faccio un po’ di problemi!
    La prossima volta ci provo e ti faccio sapere come va!

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