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Vado in un campo di addestramento alla spiritualità per 10 giorni

Ho deciso di provare anche questa esperienza.
La parola chiave è: spiritualità.
Non so se sono pronta, ma sento la voglia di farlo, che poi alla fine se si aspetta sempre di essere pronti per fare qualcosa si rischia di non farlo mai.

Andrò a fare un corso di meditazione Vipassana di 10 giorni. Detto così sembra figo, in realtà quando vai a leggere le regole di comportamento ti può anche andare di traverso il respiro.
Vipassana è una delle più antiche tecniche di meditazione dell’India, è stata scoperta più di 2500 anni fa da Buddha, da allora è insegnata come tecnica meditativa per ridurre le sofferenze, imparare a concentrarsi e liberare la mente dal superfluo.

Il termine significa “vedere le cose come realmente sono: in profondità”, che poi è stato quello che mi ha incuriosito e spinto a iscrivermi al corso, oltre al fatto che non c’è alcuna richiesta di denaro dietro. Nessuno scopo commerciale o di vendita. I corsi si basano su libere donazioni che vengono effettuate da chi porta a termine i dieci giorni.

Per far si che la mente si purifichi sono previste delle norme di comportamento e un programma giornaliero molto ferrei:

Osservare nobile silenzio per tutta la durata del corso, ovvero non parlare con nessuno. Neanche comunicare a gesti, o avere contatti fisici con gli altri partecipanti. Anzi le altre. Perché saremo divisi uomini/donne.
Vietato leggere, scrivere ascoltare, musica. Usare cellulare o computer. Da quanto ne so, entreremo solo con due cambi di vestiti, roba per lavarsi, l’essenziale e l’asciugamano.
Sveglia alle 4.00
Dormire alle 9.30
(Praticamente l’inverso del mio orologio biologico)
Il pranzo sarà l’unico pasto della giornata, fatta eccezione di una merenda nel pomeriggio.
Tutta la durata del giorno sarà dedicata alle meditazione.

So di persone che si sono ritirate prima e lo capisco.
Cosa mi spaventa? Tante cose.

Sono così abituata a riempire la mia testa di informazioni: musica, parole, immagini, internet, libri, suoni, che l’idea di non poter avere niente, niente di niente tra le mani e gli occhi mi spaventa molto. Dove appoggerò la mente per dieci lunghissimi giorni? Dove fuggirò? Forse è proprio questo che mi insegneranno, a non fuggire.

So che nel momento in cui non reggerò più me ne andrò senza problemi con la sicurezza di averci provato, ma se ce la farò sarà una cosa in più da aggiungere al cv della mia vita.

Namaste gente.

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lovetheshoot

5 Comments

  1. Fantastico! Fallo, fallo senza esitazione e non te ne pentirai!
    Io l’ho fatto in Myanmar ed è stata una delle esperienze più dure ma più belle della mia vita, al punto che da allora non ho più mollato la pratica e mi ha cambiata nel profondo.
    Tra l’altro quest’estate che andrò in India, poi vorrei ripetere l’esperienza dei 10 giorni di Meditazione Vipassana. Pensavo di tornare a farla a Yangoon, ma poi fami sapere dove farai la tua e se ti è piaciuta la location e tutto.
    Vai serena: dopo gli inevitabili primi giorni in cui vorrai scappare perché il silenzio con te stessa sarà schiacciante, resistendo fino alla fine troverai la gioia.

    • Ciao Eli! Ho appena concluso l’esperienza, è stata bellissima e non ho mai avuto voglia di scappare.
      Non è stata una passeggiata, ma devo dire che è stato più complicato tornare alla realtà. E forse la vera forza di volontà arriva adesso che devo continuare con il viaggio, con la vita “normale” e praticare.
      Comunque, io l’ho fatto a Pushkar in Rajasthan, il centro è bello sembra nuovo, gli alloggi sono puliti ed è tutto molto tranquillo intorno, lo staff inoltre è dolcissimo. Però non so se in estate in quella zona ci sono problemi per i monsoni.
      Un abbraccio 🙂 behappy!

  2. meravigliosa esperienza! spero di leggere nel dettaglio poi com’è andata perché è una cosa che mi interessa moltissimo… e che spero di vivere, un giorno. forse.
    un abbraccio!

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